giovedì 3 luglio 2014

Sergent - Nautilus

Partiti con l’idea di fare il Diedro Nanchez, arriviamo all’attacco ed è tutto fradicio (in effetti si poteva anche prevedere, viste le piogge dei giorni scorsi…).
Optiamo per il sempreverde Nautilus, che oltre ad essere asciutto è anche un po’ più facile.
La giornata è calda ma per fortuna tira un po’ d’aria.
Abbiamo notato qualche spit senza placchetta sui tiri…triste notare come ci si ostini a voler spittare una via come questa…
La giornata si conclude con una gran dormita nella paglia e un giro di Franco sulla Fessure du Panetton…tanti schiaffi su questo bel 6c di incastro.
Selfie e birra per condire il tutto!


Regaz presenti: Franco, Filo
Avvicinamento: da Noasca proseguire sulla statale in direzione di Ceresole, imboccare la lunghissima galleria in salita e seguirla fino al suo termine. Appena usciti dalla galleria svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per il campeggio e la pesca sportiva. Superare il campeggio e continuare fino a che la strada non è interrotta da un cartello divieto di transito (è la vecchia strada del passo del Nivolet, ormai in disuso dopo la costruzione della galleria). Parcheggiare. Continuare a piedi lungo la strada per qualche metro, fino ad una traccia (ometto) che parte a sinistra e si inerpica per il bosco. Seguire la traccia e i numerosi ometti fino ad attraversare una pietraia. Traversare a destra su di essa fino ad arrivare alla parte destra del Sergent.
Attacco: in corrispondenza di una grossa lama staccata.
Materiale utilizzato: serie di friend fino al 3 BD, 6 rinvii, 2 mezze corde da 60 m.

Rispetto alle relazioni classiche (ad esempio quella di Rock Paradise) abbiamo unito qualche tiro. Di seguito la nostra descrizione


L1 (VI-, 20 m): Salire la fessura a sinistra della grossa lama staccata, continuare su cengia erbosa verso sinistra fino alla sosta, due spit da collegare.
L2 (IV, V-, 30 m.): Proseguire nel diedro erboso sopra la sosta (1 chiodo). Alla fine il diedro si fa più verticale e inciso in mezzo da un fessurino. Con qualche passaggio un po’ più impegnativo si arriva in sosta, due spit da collegare.
L3 (VI, IV, 30 m.): Non abbiamo salito il famoso camino del tracciato originale della via, ma abbiamo optato per la fessura di destra. Salire la fessura (1 chiodo), ben proteggibile con friend medio-piccoli. Al suo termine sostarsi leggermente a sinistra per rinviare un chiodo. Consiglio, se non si è in tre, usare una mezza per la fessura e l’altra dal chiodo in avanti. Evitare una sosta a spit per risalire verso destra il fondo di un diedro canale, su terreno ora nettamente più facile. Sosta in cima sul larice, cordoni con maglia rapida.

A questo punto si tolgono le scarpette e si cammina per cinque minuti verso destra seguendo le tracce di sentiero, fino a un gruppetto di larici, poco dopo il quale si trova l’attacco. FOTO

L4 (IV, V 35 m.): attaccare presso una rampa erbosa che con un percorso a zig zag permettere di affrontare uno strapiombino che dà accesso alla soprastante placca. Superare la placca obliquando verso sinistra, girare oltre uno spigolino e risalire un diedro fino alla sosta, due spit da collegare.

L5 (VI, 40 m.): Salire il diedro soprastante, bellissimo, presenti un chiodo e un friend incastrato. Obliquare a destra fino ad un alberello, rinviarlo (cordone) e proseguire per una bellissima fessura ad incastro, presente un friend incastrato (possibilità di sosta intermedia in placca a sinistra). Riportarsi a destra  per risalire un diedro fessura al termine del quale si può rinviare un cordone. Uscire e puntare a sinistra verso il grosso larice, superarlo e puntare ad una sosta in placca, due spit già collegati con maglia rapida.
Da qui ci siamo calati, volendo si può proseguire per un breve tiro in fessura di 10 metri.
Attenzione, per questo tiro è bene giocarsi molto bene lo sfalsamento delle mezze, onde evitare attriti eccessivi.

Discesa:  Dall’ultima sosta una breve doppia tendente a destra porta ad una sosta in placca, due spit con anello di calata, della via Jedi Master. Da essa con una doppia di 50 m. molto esposta si arriva a terra. Seguire le tracce a piedi, tenere la destra (non scendere a sinistra verso l’uscita dei primi tre tiri del Nautilus). Scegliere uno dei tre ancoraggi presenti nella zona di un pulpito che da sul monotiro Elisir d’incastro. Una doppia di 40 m nel vuoto arriva a terra. Seguendo le traccie in discesa, tenendo la sinistra si arriva all’attacco del Nautilus, tenendo la destra ci si ricongiunge invece al sentiero che arriva dal parcheggio.

Foto:
Attacco

Preparazione materiale

Quarto tiro

Ultima doppia

Ultima doppia

martedì 10 giugno 2014

Monte Destrera - Via Locatelli

Regaz presenti: Franco

Usata la relazione di Gulliver
va benissimo, a parte qualche precisazione sui tiri.

Avvicinamento: dal Rifugio Pontese attraverso la Bocchetta di Valsoera.

Pernotto al rifugio non custodito Pocchiola-Meneghello.
Al rifugio ci sono coperte, pentole, piatti, posate, gas, ma non c'è il fornello. Coperte e materassi molto umidi, come del resto tutto il rifugio!

Materiale utilizzato: Serie di friend fino al 3 BD, 6 rinvii, martello per ribattere i chiodi di sosta. Parecchie fettucce: 
le soste hanno tutte cordoni decisamente vecchi.



Qualche precisazione sui tiri:

L1 (5a, 35 m.): attaccare a sinistra sopra l'evidente nicchia/grotta, superare un diedro inclinato e solcato da una fessura un po' disturbata dall'erba. Spostarsi quindi a destra di un paio di metri e superare direttamente un lieve strapiombino (2 chiodi). Attraversare decisamente a destra su una placca, quindi salire un canale-diedro erboso, fino alla sosta1, chiodi con cordoni.

Ben visibile la nicchia in corrispondenza dell'attacco

L2 (4b, 35 m.): dalla sosta uscire a destra e proseguire verso destra in un canalino erboso, evitare una prima sosta dopo circa quindici metri portandosi invece più in alto alla base di un sistema di diedri verticali; sosta a chiodi.

L3 (4c, 25 m.): salire un bel diedro fessurato (1 chiodo), quindi girare a destra del fianco del diedro sfruttando delle lame staccate. Sosta a chiodi (buoni) e cordoni (marci).

L4 (3a, 30 m.): salire ancora qualche metro, poi traversare a destra, in leggera discesa, portandosi alla base del gran diedro centrale visibile già durante l'avvicinamento. Chiodi di sosta alla base del diedro (attenzione, da lontano non si vedono). Sosta da rinforzare.

L5, partenza
L5 (5a, 40 m.): arrampicata entusiasmante e sostenuta, davvero una bella lunghezza che percorre per 40 metri il gran diedro centrale della parete Ovest. Presenti alcuni chiodi. Sosta su chiodi e clessidra, sopra un terrazzino sul lato destro del diedro.

L6 (4c, 30 m.): proseguire sul lato destro del diedro per alcuni metri (un cuneo rimasto), doppiare lo spigolo con un passo fisico ed esposto. Continuare sulla parete in grande esposizione (2 chiodi sul filo dello spigolo), puntare a destra fino ad un discreto punto di sosta alla base di un diedro secondario.

L7 (4b, 35 m.): salire il diedro solcato da alcune belle fessure da proteggere (2 chiodi). Attenzione, alla fine non salire dritti forzando il diedro, ma prendere una cengia erbosa ascendente verso sinistra.

L8 (4b, 30 m.): proseguire per un altro diedro nerastro, e continuare per una facile rampa di placche appoggiate, verso destra, fino alla sosta8, in comune con una via moderna (unica sosta a fix).

L9 (5c, 35 m.): non salire direttamente, ma spostarsi verso destra, in corrispondenza di un masso staccato. Afferrare una splendida fessura e salirla fino al suo termine (2 chiodi presenti). Guadagnare lo spigolo verso destra con una passo difficile, quindi, per facili rampe, portarsi alla base dell’ultimo diedro della via.

L10 (5c, 45 m.): salire il diedro fessurato in opposizione, proseguire a sinistra e, superati alcuni facili salti, si raggiunge l’ometto di fine via. 3 chiodi presenti. Sosta in cima su spuntone.


FOTO: