domenica 10 maggio 2015

Self(ie) di Piombo

Regaz presenti: gigi, franco





Si torna in Valle.


Partenza per un concatenamento che già immaginavamo di chiamare "Oceano di Piedi" o "Piombo nell'Oceano": una volta in cengia ci facciamo scoraggiare da tre cordate di tedeschi belli incrodati sulla Tromba, con l'aria di voler proprio fare le doppie al buio...

Tergiversiamo un pò all'ombra, sgranocchiamo due grissini e insieme al caldo sale anche la pigrizia.
Con un colpo di mano da specialista (aka sciabolata morbida), Gidi si alza e comincia a prepararsi, Torre guarda altrove con l'aria di chi non vuole far sicura, ma alla fine si deve arrendere.

Ne viene fuori una giornatona: Piedi di Piombo (qualche sudore freddo per un volo sul traverso del terzo tiro) + Self control.


Alla prossima!

















giovedì 16 aprile 2015

PATAMAGO' "storia di una combinazione"

La Val di Mello con le sue tante e belle strutture si presta particolarmente alle combinate.. E' bello giocare con la scelta delle vie da concatenare e con i nomi spesso accostabili ed accostati. Di sicuro la più nota e ripetuta, non a torto, è la combinazione Kundaluna (Kundalini + Luna Nascente) di grande bellezza.. ma quella è un'altra storia. Martedì dopo Pasquetta partiamo per la Valle con tante idee diverse ma con la comune intenzione di fare una bella combinazione. Dopo alcuni spunti esce fuori l'idea, forse un pò malsana, di andare a concatenare Patabang e Polimagò.. Non che sia un'idea nuova ma sicuramente fino a quel dì non avevamo mai avuto il coraggio di osare nessuna delle due.
Patabang è forse meno nota ai più ma più temuta da noi, che sapevamo di questi due tiri di 70 metri completamente sprotetti, da fare unendo due corde ( il nodo in mezzo non è un problema dato che non ci sono protezione in mezzo). Lo stile è la placca di aderenza a tratti più lavorata e rilassante a tratti liscia e da star calmi, in quelle situazioni vi sono sicuramente pensieri che è meglio tenere distanti dalla testa, aiuta canticchiare una canzone.















I tiri sono belli e lunghi, la colata nera è roccia lavorata e stupenda da scalare.


Dopo aver speso non poche energie soprattutto psicologiche su patabang ci ritroviamo all'attacco di Polimagò a mangiare qualcosa e prepararci per quest'altra perla.
Ce n'è per tutti i gusti qui.. dal primo movimento con l'incastro, al camino, alla placca, alla dulfer..insomma ogni tiro è una sorpresa e una storia a sé.
Tutti bellissimi e memorabili.
Dopo il 1 tiro in comune con Luna si comincia a salire un bellissimo camino con cui inizia l'ascesa alla "porta verso il cielo".. conviene stare molto larghi in spaccata e andare a prendere la fessura fuori sulla sinistra dove si riesce anche a proteggersi con un friend del 3.
Concluso il camino ci siamo infilati tra la lama e la parete e strisciando elegantemente (soprattutto Gidi) siamo riusciti a superarla e usciti sulla sottile lama.











Continua poi con un tiro temuto ove bisogna lasciare la comoda lama per alzarsi sulla placca sovrastante spostandosi sulla sinistra dove la roccia è più lavorata; bei movimenti da non sbagliare se non si vuole provare sui denti la "porta verso il cielo" o peggio testare le corde contro la lama..
Sicuramente aver fatto prima Patabang ha aiutato a non star troppo a pensare alle protezioni o alla caduta come ad un'ipotesi da considerare.
Dopo un tiro intermedio c'è il tiro forse più bello della via, che segue una stupenda fessura verso destra, che inizialmente è rovescia ma comoda da prendere e proteggere e poi si raddrizza diventando esile ed elegante.. tiro lunghissimo da assaporare tutto. Delicato verso la fine del tiro un passaggino di aderenza per andare a riprendere la fessurina che dispettosamente scompare per riprendere un paio di metri sopra.















Si conclude con il noto traverso a destra sulla vena di quarzo che oramai non ha più bisogno di alcuna presentazione.. E' li come degnissima conclusione di questa stupenda via a ricordarci che è meglio non rilassarsi..
Allungatici fino alla fessura di Luna un grido di gioia, liberazione e soddisfazione è d'obbligo così come anche un complimento a Gidi che è riuscito a rimanere tranquillo come fosse a una grigliata con amici.

















Si chiude con gli ultimi 3 tiri di Luna, sempre belli.












Grande la soddisfazione e la gioia per un'altra bella combinazione in Valle.. tempo di goderci gli ultimi raggi di sole e poi giù verso San Martino con la testa già a "Pringles e Fantese"... ma anche questa è un'altra storia.


Giovanni e Giovanni



martedì 31 marzo 2015

Luna Nascente, Scoglio delle Metamorfosi - Val di Mello


"Martedì 31 Marzo, giorno più lavorativo dell'anno, e noi su Luna"

Come ogni gita fuori porta, anche questa è iniziata con un messaggio del tipo "Gianni ho finito gli esami, andiamo a scalare". E così fu. 

Ci mettiamo alla guida alle 7 da Milano, e l'unica cosa che ci tiene svegli è l'idea che tra poco saremo sul granito della Val di Mello. 
Gianni sarà la quarta o quinta volta che ripete la via e durante tutto il tragitto non fa che ripetermi quanto è bella e perfetta è Luna Nascente; io a posteriori posso solo dire che non ha mai esagerato. 

Il primo tiro (o meglio il primo passo) è il più ostico della via, con un bellissimo incastro di mano che, per chi come me non è abilissimo negli incastri, non si fa certo superare facilmente (se non con l'aiutino di un nut incastrato). 
Da qui in poi inizia il vero divertimento. Il famoso tetto del secondo tiro è splendido e sembra fatto apposta per essere scalato, senza mai essere banale; la soddisfazione quando si esce dietro lo spigolo è unica. 
Dopo il tetto è un susseguirsi di lame e fessure incredibili che un passo dopo l'altro si fanno superare abbastanza facilmente (V+ e VI) su un granito incredibile. 
Giunti alla fine del 7° tiro ci ritroviamo sulle placche finali: 15-20 metri (facili) completamente sprotetti da superare in aderenza. Non pensare alle conseguenze di un possibile caduta, aiuta sicuramente a scalare più tranquillamente. 

In cima, sdraiati sulla roccia scaldata dal sole, ammiriamo il panorama con tutte le cime innevate e respiriamo l'arietta fresca primaverile ripensando alla fantastica giornata e commentando la bellezza di ogni singolo tiro. Un pensierino va anche ad Alberto che in Africa starà soffrendo il caldo e la mancanza delle Alpi. 
Un grazie va sicuramente a Gianni che che mi ha lasciato i tiri più belli tutti a me e con cui è sempre un piacere andare a scalare.